Epidermide

Gli strati dell'epidermide: classificazione e caratteristiche

Epidermide
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L'epidermide è un tessuto costituito da una serie di strati progressivamente più cheratinizzati verso la superficie.

Lo strato più profondo è costituito da cellule staminali unipotenti, è conosciuto anche come strato germinativo. Le cellule dello strato germinativo hanno una morfologia cubica o cilindrica, e si poggiano direttamente sopra il derma. Le cellule dello strato germinativo effettuano una divisione mitotica (per mitosi) dando origine ad una cellula staminale e ad una cellula che si differenzierà in cheratinocito. E' proprio dallo strato germinativo che si avviano i processi rigenerativi dell'epidermide; una cellula cheratinocita necessita di 15-30 giorni per maturare e dirigersi verso gli strati più superficiali del tessuto.

Risalendo verso la superficie troviamo lo strato spinoso, così chiamato perché le cellule che lo costituiscono presentano numerose spine chiamate (ponti citoplasmatici) tramite le quali le cellule si congiungono l'una all'altra. Un'unità fondamentale delle "spine" è rappresentata dai desmosomi, ovvero un elemento proteico che funge da giunzione delle cellule epiteliali andandosi a saldare direttamente ai citoscheletri delle cellule. L'azione dei desmosomi dona allo strato spinoso una notevole resistenza contro eventuali traumi. Le cellule originatesi nello strato germinativo arrivano allo strato spinoso maturando, durante il loro cammino, una serie di proteine come cheratine e involucri, atte a rinforzare la membrana rendendola un involucro corneificato e resistente. Nello strato spinoso si presentano inoltre dei piccoli organuli scuri racchiusi da una membrana plasmatica e pieni di melanina definiti "melanosomi". I melanosomi si originano sempre nello strato germinativo non dai cheratinociti ma dai melanociti. Lo strato viene reso ulteriormente più impermeabile dalla presenza di materiale lipidico rilasciato negli spazi intercellulari dai cheratinosomi, organuli che si originano all'interno dei cheratinociti.

Superiormente allo strato spinoso si trova lo strato granuloso, formato da cellule appiattite ben aderenti l'una all'altra la cui vitalità si fa meno intensa seppur continuando a produrre cheratina con la funzione di rendere lo strato meno permeabile. Lo strato granuloso è rappresentato in modo particolare nelle aree palmari e plantari. E' lo strato di confine tra quelli vivi sottostanti e quelli superiori costituiti invece da elementi cheratinici. La denominazione di "strato granuloso" deriva dalla presenza di granuli cheratoialini all'interno dei quali avviene il processo finale di maturazione della cheratina.

L'ultimo strato di cellule vive è lo strato lucido, le cellule sono ancora in vita ma con un nucleo completamente degradato e privi di organuli, è evidente solo laddove la cute si fa più spessa; palmi delle mani e pianta del piede.

Lo strato più superficiale dell'epidermide è lo strato corneo costituito da strati di cellule appiattite e disposte un sopra all'altra proprio come le tegole di un tetto. Le cellule dello strato corneo sono prive di attività vitale e si possono distinguere in due porzioni; uno più profondo e compatto dove le cellule (corneociti) mantengono ancora buono il legame dei desmosomi che le unisce l'una all'altra formatosi negli strati più profondi, ed uno strato più superficiale costituito da cellule ridotte a squame cornee sconnesse l'una all'altra e che tendono staccarsi e ad abbandonare il tessuto sotto l'azione meccanica. Lo strato corneo rappresenta la prima forma di difesa contro gli agenti esterni, alcune zone del corpo come le mani e piedi posseggono uno strato corneo particolarmente ispessito, mentre altre regioni come quelle del volto hnno uno spessore molto sottile. Lo strato corneo conserva molteplici lamelle contenenti materiali lipidici che insieme alla secrezione sebacea e al sudore va a formare un sottile film di emulsione idrolipidica di protezione.

L'epidermide è un tessuto cratterizzzato da un'elevata vitlità e dinamicità, le cellule si rinnovano continuamente dando vita ad un ciclo che nel giro di 4 settimane le vede nascere negli strati più profondi, migrare progressivamente verso la superficie maturare fino a raggiungere lo strato più superficiale dove ormai morte si staccheranno ed abbandoneranno il tessuto.

In seguito a lesioni ed abrasioni degli strati più superficiali si nota un incremento dell'attività degli strati più profondi che velocizzando la proliferzione di nuove cellule ripareranno velocemente al danno.

L'epidermide rappresenta la prima barriera di difesa contro gli attacchi batterici e le avversità ambientali, è un tessuto che mostra un'evidente plasticità riuscendosi ad adattare alle condizioni ambientali a cui è sottoposto; la sua densità ad esempio è regolata in funzione all'usura a cui gli agenti esterni la sottopongono, basta pensare alla comparsa di ispessimenti o calli nelle zone soggette a continui ed intensi stimoli meccanici.

L'epidermide svolge inoltre un altro importantissimo compito, ovvero la protezione dai raggi ultravioletti emessi dal sole. Grazie alla melanina la radiazione ultravioletta viene assorbita a salvaguardia delle cellule epiteliali. La melanina è prodotta da speciali cellule chiamate melanociti, le quali sono in grado di trasferire la melanina prodotta tramite dei prolungamenti che la diffondono in prossimità delle cellule vicine, saranno poi le cellule dell'epidermide (cheratinociti) ad inglobare all'interno del citoplasma le molecole di melanina rilasciata in loro prossimità.

Una cellula nata nello strato basale impiega 14 giorni per attraversre tutti gli strati e maturare fino a raggiungere lo strato corneo. Resterà poi aderente alla superficie del tessuto per circa altri 14 giorni.